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CONFRONTA I TESTI DEI CATECHISMI

CATECHISMO DEGLI ADULTI

Singolare unità con il Padre
[294]  Durante la vita pubblica, Gesù aveva destato sorpresa per la familiarità con cui chiamava Dio “Abbà (Papà)”. Coerentemente aveva presentato se stesso come “il Figlio”, rivolto verso il Padre con un rapporto unico di sottomissione, perfetta intimità e reciprocità
nota
Cf. Mt 11,27.
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CdA, 166
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CdA 168
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CATECHISMO DEGLI ADULTI
166

[166]  Gesù si rivolge a Dio nella sua lingua, l’aramaico, chiamandolo abitualmente «Abbà» (Mc 14,36), che significa “papà”. “Abbà” è parola infantile, una delle primissime parole che il bambino impara a pronunciare: «Non appena egli sente il sapore della culla (cioè quando è divezzato), dice “abbà”, “immà” (papà, mamma)», si legge nella tradizione ebraica.
nota
Talmud babilonese, Berakhot, 40a.
Anche divenuti adulti, i figli continuano a usare questa parola con atteggiamento di confidenza e di rispetto, in un clima affettuosamente familiare. Chiamare Dio familiarmente “papà”, come fa Gesù, appare cosa insolita e audace.
CdA, 293-294
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CdA 960
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