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CATECHISMO DEI RAGAZZI
Vi ho chiamato amici

Catechismo dei Ragazzi

Vi ho chiamato amici
Con Gesù a Gerusalemme


Gesù rivela pienamente la sua amicizia nei giorni della Pasqua. Non c’è amore più grande di chi dà la vita per i suoi amici.
Durante la cena pasquale Gesù prende il pane, rende grazie, lo spezza e lo offre a tutti dicendo: “Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me” (Lc 22,19).
Al termine della cena Gesù prende il calice del vino e lo offre a tutti, dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi” (Lc 22,20).
Il corpo e il sangue di Gesù sono sacramento di un amore senza limiti, cibo che dà vita e forza per seguirlo.
L’offerta di Gesù sulla croce è il segno supremo dell’amore, che ogni discepolo è chiamato a percorrere. Gesù muore in croce per i nostri peccati.
La ribellione alla volontà di Dio è distrutta dall’obbedienza di Gesù nell’umiliazione della croce. Nel mondo, segnato dal peccato, la croce di Cristo è il passaggio obbligato per ritrovare la vita. Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua vita per noi, quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.
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Cristiano è chi ha scelto
Gesù Cristo e lo segue.
Seguire Gesù significa imparare
a vedere la storia come lui,
a giudicare la vita come lui,
a scegliere e amare come lui,
a sperare come insegna lui,
a vivere in lui la comunione
con il Padre e lo Spirito Santo.
ECCOMI,
SONO LA SERVA
DEL SIGNORE
La creatura che più di tutti ha percorso con Gesù la via del Servizio fino alla croce è Maria di Nazareth, Sua Madre. Il vangelo ne parla per la prima volta nel racconto dell’Annunciazione. Maria si presenta da sé: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (leggi ). Con questo medesimo spirito essa seguirà Gesù, il servo di Dio, fino ai piedi della croce.
Là, ai piedi della croce, la madre unisce l’offerta della sua vita a quella del Figlio. Solo la fiducia in Dio la sostiene.
Quale cammino di fede ha percorso Maria?
È stato anzitutto un cammino di umiltà. Lo vediamo nel servizio umile che svolge per tre mesi nella casa della cugina Elisabetta. Sei mesi dopo, vive la povertà assoluta di Betlemme.
Quando il Figlio, ormai adulto, inizia la sua missione, non può seguirlo che da lontano.
Un giorno i parenti, forse inquieti per quanto si dice di Gesù, vanno alla ricerca di lui con Maria. Gesù allora, parlando ai discepoli, rivela qual è la sua nuova famiglia e insieme fa della Madre la lode più bella: “Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica” (; cf ).
È questa la vera beatitudine di Maria: non solo l’aver portato il Figlio in grembo e averlo dato alla luce, ma vivere servendo la volontà di Dio. Maria è per tutti il modello perfetto del discepolo che segue il Signore nella via della vita.
Annunciazione,
del Beato Angelico
(1432-1433),
Museo Diocesano di cortona
Lc 1,26-38Lc 8,2111,27-28

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