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CATECHISMO DEI RAGAZZI
Vi ho chiamato amici

Catechismo dei Ragazzi

Vi ho chiamato amici
Rinati alla vita


Lo Spirito che è sceso su Gesù mentre usciva dall’acqua del Giordano e lo ha fatto risorgere dopo la morte, è venuto su di noi nel Battesimo per renderci uomini nuovi, capaci di vivere da figli di Dio e compiere le stesse scelte di Gesù.
Il Battesimo non ci purifica soltanto da tutti i peccati, ma ci rende anche partecipi del mistero di morte e risurrezione di Cristo: ci fa passare dalla schiavitù del peccato e della morte alla libertà dei figli di Dio per mezzo dello Spirito.
E quanto afferma l’apostolo Paolo: “Quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte. Uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione” (cf Rm 6,3-5). Realmente, immersi nelle acque del fonte battesimale comunichiamo alla morte del Cristo, e risalendo da esse partecipiamo alla risurrezione del Signore.
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Il Battesimo ci rende
partecipi della morte
e risurrezione di Cristo.
Liberi dalla schiavitù
del peccato e della morte,
siamo figli di Dio
per mezzo dello Spirito
e membra vive della Chiesa.
IL BATTISTERO, GREMBO DELLA CHIESA
La storia di molte città italiane ha lasciato nelle chiese e nei battisteri tracce significative di ciò che la Chiesa ha sempre creduto e sperato.
I più antichi battisteri oggi esistenti risalgono al secolo V, ossia al 400-500. Di tutti il più importante è il battistero di San Giovanni in Laterano, al quale molti battisteri medioevali e rinascimentali si sono ispirati.
I battisteri erano costruiti su una base poligonale, spesso a otto lati. Al centro una vasca. Qui i catecumeni, ossia coloro che hanno accolto la fede di Cristo e si sono preparati al battesimo, scendevano nell’acqua e ne riemergevano, all’invito del vescovo, che diceva le parole insegnate dagli apostoli: “Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Qui il vescovo imponeva le mani invocando il dono dello Spirito e ungeva i neo-battezzati con il crisma, anch’esso segno sacramentale dello stesso Spirito.
Il battistero era ed è considerato come il grembo della Chiesa, da cui nascono i cristiani. Le decorazioni alle pareti, i mosaici della pavimentazione, le linee architettoniche stesse del battistero rappresentano figure e simboli che evocano scene bibliche e suscitano la preghiera: la croce, il battesimo di Gesù nel Giordano, la fonte e i cerbiatti (immagini dell’uomo che ha sete di Dio: vedi il Salmo 41), sono le immagini più frequenti, da sviluppare nella catechesi.
L’edificio stesso, quando è a otto lati, è simbolo della casa di Dio, in cui non si dà più l’avvicendarsi delle settimane; come se i fedeli siano entrati nel giorno ottavo, il giorno della risurrezione e della gloria.
Battistero
di Firenze
(secolo Xl)
IMPOSIZIONE O DONO?
Nei primi secoli il Battesimo veniva amministrato soprattutto a persone adulte, che si convertivano dal paganesimo. Dopo un periodo di preparazione, chiamato catecumenato, di fronte alla comunità ricevevano il Battesimo, e si impegnavano a vivere da cristiani.
Ma fin dall’inizio si usava battezzare i bambini di quelle famiglie che si convertivano al cristianesimo. In Dio veniva offerta anche ai bambini una paternità e nella Chiesa una famiglia più grande di quella umana. Agostino, nel IV secolo, ricorda quel che è la Chiesa per ciascun bambino: “I bambini non possono ancora correre con i loro piedi, ma corrono con i piedi dei genitori e dei fratelli, per essere guariti. La madre Chiesa presta loro i piedi perché vengano, il cuore perché credano, la lingua perché professino la fede”.

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