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CATECHISMO DEI RAGAZZI
Vi ho chiamato amici

Catechismo dei Ragazzi

Vi ho chiamato amici
Chi sono?


“Conosci te stesso”: queste parole erano scritte a grandi lettere sulla facciata del tempio di Delfi, città sacra dell’antica Grecia. La sapienza dei greci aveva colto lo sforzo più difficile per ogni uomo: conoscere se stessi.
La curiosità spinge a guardarsi intorno, ma chi è saggio si concede anche tempo e fatica per scrutare la propria anima. Cresci e ti trasformi nel tuo aspetto fisico e nel tuo spirito; e scopri le cose in una luce nuova, cerchi amicizia e affetto: c’è una vita che esplode non solo fuori, ma anche dentro di te!
C’è il tuo mondo: desideri, dispiaceri, sentimenti, progetti. Puoi essere generoso e sensibile, puoi diventare chiuso ed egoista: il rischio è grande. Questo mondo è nelle tue mani.
Non occorrono gli occhi del poeta o la scienza del filosofo per accorgersi che la vita è un dono, è un miracolo grandioso. Ogni dono comporta però l’impegno di accoglierlo, di non sciuparlo. Esiste il pericolo di lasciarsi andare, di vivere alla giornata senza un progetto per cui lottare e sperare.
Ogni anno, ogni stagione della vita è come un traguardo raggiunto, ma altri se ne intravedono in lontananza.
Lo sguardo e il desiderio corrono più avanti, nel futuro. Dove può arrivare la voglia di vivere di un ragazzo e di una ragazza?
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È Dio che chiama
alla vita
e nel fondo del cuore
rivela
dove vuole condurci.
DENTRO DI NOI
(dal diario di Anna Frank,
15 luglio 1944)
Mio padre e mia madre mi hanno sempre molto viziata, sono stati molto cari con me, mi hanno difesa e hanno fatto tutto ciò che possono fare dei genitori.
Eppure mi sono sentita a lungo e terribilmente sola, esclusa, abbandonata e incompresa. Il babbo fece tutto il possibile per temperare il mio impeto ribelle, ma non c’era niente che servisse; mi sono guarita da me, studiando quello che c’era di errato nella mia condotta.
Il babbo non ha seguito la via giusta, mi ha sempre parlato come si parla a una bimba, che deve superare una difficile fase dell’infanzia. Ciò suona strano, perché il babbo è l’unico che mi abbia accordato la sua confidenza e dato la sensazione di essere una ragazza intelligente. Ma ha trascurato una cosa: cioè non si è accorto che la mia lotta per emergere era per me l’essenziale. Non volevo sentir parlare di “fenomeni dell’età”, di “altre ragazze”, di “cose che passano da sé”; volevo essere trattata non da ragazza come-tutte-le-altre, ma da Anna-così-com’è.
La vocazione di Matteo,
del Caravaggio
Dio continua a chiamare
Abramo, Mosè, Samuele, Geremia, Giovanni Battista... La lettura delle vocazioni bibliche ci aiuta a capire come Dio continui a chiamare anche oggi.
:
Abramo, vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò.
:
“Mosè, Mosè”. “Eccomi!”. “Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe... Ora va! Io ti mando dal faraone”.
:
“Samuele, Samuele”.
“Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”.
:
Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta...
:
Egli sarà grande davanti al Signore... Sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli di Israele al Signore loro Dio.
Genesi 12,1-9Esodo 3,1-151 Samuele 3,1-18Geremia 1,4-10Luca 1,13-17

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