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CATECHISMO DEI RAGAZZI
Vi ho chiamato amici

Catechismo dei Ragazzi

Vi ho chiamato amici
Il giorno del Signore


Che senso ha la domenica per la vita dell’uomo? Perché è importante partecipare all’Eucaristia?
San Luca testimonia l’uso dei cristiani di radunarsi alla sera del sabato, per ascoltare la parola degli apostoli e celebrare l’Eucaristia (cf At 20,7). Dopo il tramonto, infatti, iniziava per gli ebrei il nuovo giorno, che ben presto i cristiani avrebbero chiamato giorno del Signore.
“Ogni domenica, giorno del Signore, riuniti in assemblea, spezzate il pane e rendete grazie, dopo aver confessato i vostri peccati, perché sia puro il vostro sacrificio”. Così insegna un antico catechismo, la Didachè. Anche oggi i discepoli si riuniscono la domenica per spezzare il pane secondo il comando del Signore che ha detto: “Fate questo in memoria di me”.
San Giustino, scrittore e martire cristiano del secondo secolo (morto fra il 163 e il 167) descrive come si svolgeva la celebrazione eucaristica: “Ci raduniamo tutti insieme il giorno del sole, sia perché questo è il primo giorno in cui Dio, mettendo in fuga le tenebre e il caos, creò il mondo, sia perché Gesù Cristo nostro salvatore risuscitò dai morti nel medesimo giorno. Lo crocifissero infatti nel giorno precedente quello di Saturno e l’indomani di quel medesimo giorno, cioè nel giorno del Sole, apparso ai suoi apostoli e ai discepoli, insegnò quelle cose che vi abbiamo trasmesso” (cf La prima apologia, capp. 66-68).
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Questo è il giorno
che ha fatto
il Signore,
giorno di gioia
e di festa.
Rallegriamoci
ed esultiamo.
IL SABATO
EBRAICO
Il Sabato è giorno di festa e di riposo per gli ebrei. Riposare, secondo la Scrittura, significa astenersi dalla fatica, dal lavoro, per glorificare il Signore di tutte le cose. Ogni Sabato gli ebrei festeggiano la libertà donata da Dio, a partire dalla sera del giorno prima. La Bibbia insegna il riposo del Sabato, raccontando che Dio creò il cielo e la terra in sei giorni e “benedisse il settimo giorno e lo consacrò perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto” ().
“Quando ogni lavoro si arresta, allora vengono accese le candele. Come la creazione ebbe inizio con le parole "Sia fatta la luce!" così la celebrazione della creazione inizia con l’atto di accendere le luci. È la donna che introduce la gioia e provvede che il simbolo più squisito, la luce, regni nell’atmosfera della casa. Allora il mondo diventa un luogo di riposo; arriva un ora e come una guida trasporta la nostra gente al di sopra dei soliti pensieri.
La gente si raccoglie per dare il benvenuto alla meraviglia del settimo giorno, mentre il Sabato inonda della sua presenza i campi, le nostre case, i nostri cuori. È un attimo di risurrezione per lo spirito che dorme nelle nostre anime.
Rinfrescati e rinnovati, abbigliati con vesti festose, mentre le candele ammiccano sognanti a ineffabili speranze, a intuizioni dell’eternità, alcuni di noi sono sopraffatti dalla sensazione che qualsiasi parola non sarebbe se non un velo. Non vi è abbastanza grandiosità nelle nostre anime per sciogliere in parole il nodo del tempo e dell’eternità. Si vorrebbe cantare per tutti gli uomini, per tutte le generazioni” (A.J. Heschel).
Dio si riposa
il settimo giorno,
mosaico nel Duomo
di Monreale
Gen 2,3

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