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CATECHISMO DEI RAGAZZI
Vi ho chiamato amici

Catechismo dei Ragazzi

Vi ho chiamato amici
Per noi, verso la croce


La città di Gerusalemme è già in festa. È vicina la Pasqua, si ricorda la liberazione del popolo dall’Egitto e l’alleanza con il Signore.
È sera e le famiglie sono raccolte in casa per la cena solenne con l’agnello arrostito, il pane azzimo e le erbe amare.
Gesù consuma la cena pasquale con i suoi amici. Spetta a lui, come capofamiglia, pronunziare la benedizione e ricordare i grandi fatti della liberazione di Israele dalla schiavitù. Ma sul pane e sul calice del vino egli ha parole del tutto nuove.
“Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: “Prendete, questo è il mio corpo”. Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: “Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza, versato per molti. In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio”” (Mc 14,22-25).
Proprio nella notte in cui è tradito, quando sta per essere consegnato nelle mani dei peccatori, Gesù si offre spontaneamente come agnello mansueto, che porta il peso dei peccati del mondo.
Nel segno del pane spezzato e del vino versato, Gesù rivela il significato della sua morte: il suo corpo e il suo sangue sono per la salvezza del mondo.
È la nuova Pasqua, il passaggio dalla morte alla vita, la definitiva liberazione dal peccato e l’inizio della nuova alleanza.
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Ogni volta
che mangiamo
di questo pane
e beviamo
a questo calice
annunziamo
la tua morte,
Signore,
nell’attesa
della tua venuta.
IL RITO
DELLA PASQUA
EBRAICA
Osserva il mese di Abib e celebra la Pasqua in onore del Signore tuo Dio perché nel mese di Abib il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire dall’Egitto, durante la notte.
Immolerai la Pasqua al Signore tuo Dio: un sacrificio di bestiame grosso e minuto, nel luogo che il Signore avrà scelto per stabilirvi il suo nome. Non mangerai con essa pane lievitato; per sette giorni mangerai con essa gli azzimi, pane di afflizione perché sei uscito in fretta dal paese d’Egitto; e così per tutto il tempo della tua vita tu ti ricorderai il giorno in cui sei uscito dai paese d’Egitto.
Per sei giorni mangerai azzimi e il settimo giorno vi sarà una solenne assemblea per il Signore tuo Dio; non farai alcun lavoro (cf ).
La lavanda dei piedi
e l’ultima cena,
di Duccio
(1311 circa)
Dt 16,1-8

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