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CATECHISMO DEI RAGAZZI
Vi ho chiamato amici

Catechismo dei Ragazzi

Vi ho chiamato amici
La buona notizia a più voci


Nell’ascolto della parola degli apostoli, le comunità crescono nella conoscenza di Gesù e del suo messaggio, pregano, spezzano insieme il pane, si sostengono nella carità, secondo il suo comandamento.
Ben presto si avverte la necessità di fissare per iscritto la memoria dei gesti e delle parole di Gesù. Dalla predicazione e dalla catechesi orale nascono i libri scritti, i Vangeli: il libro di Marco, scritto a Roma; quello di Luca, probabilmente compilato per le comunità greche del Mediterraneo; quello di Matteo, nelle comunità cristiane di provenienza giudaica della Palestina; ultimo, quello di Giovanni in Asia Minore.
Luca incomincia così il suo libro, mentre lo dedica all’amico Teofilo (nome greco che significa amico di Dio):
“Poiché molti hanno posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto” (Lc 1,1-4).
Marco, invece, introduce il suo libro semplicemente così: “Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio” (Mc 1,1).
I quattro Vangeli sono come le voci di un solo coro che canta la vicenda di Gesù. Essi presentano l’immagine di un solo volto, di una sola persona.
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Coloro che hanno
incontrato Gesù
e ne sono stati
testimoni
e annunciatori,
hanno trasmesso a noi
il suo vangelo:
ora nella Chiesa
possiamo conoscere
e vivere la verità
di Gesù.
CARATTERE STORICO
DEI VANGELI
I Vangeli trasmettono fedelmente quanto Gesù operò durante la sua vita, fino al giorno in cui fu assunto in cielo.
“Gli autori sacri scrissero i quattro Vangeli, scegliendo alcune cose tra le molte che erano tramandate a voce o anche in iscritto, alcune altre sintetizzando, altre spiegando con riguardo alla situazione delle chiese, conservando infine il carattere di predicazione, sempre però in modo tale da riferire su Gesù con sincerità e verità. Essi, infatti, attingendo sia al propri ricordi sia alla testimonianza di coloro, i quali “fin dal principio furono testimoni oculari e ministri della parola”, scrissero con l’intenzione di farci conoscere la verità (cf Lc 1,2-4) delle cose sulle quali siamo istruiti”.
(Concilio Vaticano II,
La divina rivelazione, n. 19)
I quattro evangelisti,
miniatura del Codice
Vaticano copto 9,
Biblioteca Apostolica Vaticana

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