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CATECHISMO DEI GIOVANI
Venite e vedrete

Catechismo dei Giovani

Venite e vedrete
Come si sono formati i racconti della Passione? (fuori testo)


Il dibattito su come si siano formati i racconti della passione, e quindi il perché delle loro somiglianze e delle loro differenze, è tuttora aperto. L’ipotesi che oggi sembra prevalere ritiene che un primo racconto della passione si sia formato molto presto. Questo spiegherebbe l’accordo fra i quattro evangelisti. Si trattava, probabilmente, di un racconto più breve degli attuali e iniziava con l’arresto di Gesù: è infatti da questo punto che incomincia l’accordo tra i Vangeli sinottici e il Vangelo di Giovanni. Successivamente questo racconto breve sa trasformò in un racconto più lungo, dilatandosi sino a comprendere gli ultimi giorni di Gesù a Gerusalemme, in particolare il complotto delle autorità ebraiche, l’ultima cena e la preghiera nel Getsèmani.
I racconti evangelici attuali dipendono dai due racconti precedenti, il Vangelo di Giovanni dal racconto breve e i Vangeli sinottici dal racconto lungo, ma nessuno li riproduce. Ogni evangelista, infatti, li ha riletti nella propria particolare prospettiva teologica.
Marco ci offre un racconto di forte vivacità, che esalta il contrasto fra la realtà scandalosa della croce e il manifestarsi in essa del Figlio di Dio. Mentre vengono proclamati i fatti dell’evento nella loro concretezza, emerge il mistero che chiede un atto di fede.
Matteo si pone invece in una prospettiva più ecclesiale e al tempo stesso dottrinale. La fede della Chiesa, che rilegge la Scrittura e ascolta l’insegnamento del Maestro, rende intelligibili gli eventi. Gesù vi appare in tutta la sua autorità, mentre lo smarrimento di Israele crea lo spazio alla comunità di fede aperta a tutte le nazioni.
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Il racconto di Luca è quello di un discepolo che rivive la storia del suo Maestro, ne sottolinea l’innocenza e tace i particolari più offensivi o crudeli.
Ancora più singolare è la presentazione che Giovanni fa del racconto della passione. Quanto di tragico, umiliante e doloroso si trova nei Vangeli sinottici, scompare, per lasciare il posto alla maestà e alla sovranità di Gesù dinanzi agli eventi. La morte è il luogo della glorificazione di Cristo, la vera esaltazione del Figlio dell’uomo, il compimento dell’opera della salvezza, l’"ora" della vittoria sul male, l’anticipazione del giudizio escatologico.
Le riflessioni teologiche dei singoli evangelisti intendono mostrare il senso vero dell’evento storico che raccontano. Naturalmente gli evangelisti vedono la storia con gli occhi della fede, non semplicemente con gli occhi curiosi e superficiali di un cronista unicamente interessato all’esattezza di particolari esteriori.

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