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CATECHISMO DEI GIOVANI
Io ho scelto voi

Catechismo dei Giovani

Io ho scelto voi
Il Regno è all’opera


Tutto il ministero di Gesù si muove nell’orizzonte del regno di Dio che già viene ed è all’opera. Gesù ha coscienza che questo annuncio di speranza giunge agli uomini e mette le radici nel mondo attraverso la sua persona e la sua azione. Egli si fa l’uomo della speranza e della novità divina.
Da chi è portatore di un progetto così grandioso si attenderebbero programmi precisi di trasformazione, piani ben delineati per cancellare tutte le deturpazioni della vita umana. Se invece osserviamo Gesù mentre si muove tra là gente, si ha un’impressione ben diversa. È l’incontro concreto con vite umane bisognose, con uomini segnati dal peso di schiavitù e sofferenze a strappargli parole di speranza e insperati gesti prodigiosi (Marco 5,21-43). I poveri lo ascoltano, i peccatori gli si avvicinano, le folle disorientate Io seguono, i malati lo supplicano, lo toccano, gli vengono portati davanti: un mondo carico di male, lontano dal progetto di Dio, lo interpella, lo spinge a compassione (Marco 6,53-56).
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A nessuno, di quanti si collocano sul suo cammino e gli aprono l’abisso della loro miseria, oppone un rifiuto. A tutti offre un segno della novità di vita che Dio si appresta a donare agli uomini. Una sola condizione chiede a questi uomini segnati da tante forme di disperazione: che si aprano alla fiducia e sperino nell’impossibile di Dio (Marco 7,24-30). Al padre che, affranto, gli presenta il figlio posseduto da uno spirito muto e lo invoca: «Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci», Gesù risponde in modo significativo: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede» (Marco 9,22-23).
La speranza fiduciosa che nulla è impossibile a Dio, è la porta attraverso la quale la potenza del Regno entra nella vita umana e vi imprime i segni nuovi della liberazione, del perdono, della salvezza. Gesù ha fatto nascere i segni della novità e della speranza, avvicinando la potenza di Dio alla miseria dell’uomo e aprendo la miseria dell’uomo alla fede nell’“impossibile” di Dio.
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LA SPERANZA DEL REGNO
Diceva: «Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra; ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra». ( Marco 4,26-32 )

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