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CATECHISMO DEI GIOVANI
Io ho scelto voi

Catechismo dei Giovani

Io ho scelto voi
Un dono da invocare con l’impegno di tutta la vita


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Se sperare è attendere un dono, allora dobbiamo sostenere la nostra speranza. C’è bisogno di una ricerca umile e attenta, pronta a cogliere i segni di bontà, di giustizia, di amore, disseminati nella vita e nella storia. Sulla base di questi segni, la speranza si dilaterà, per attendere e per preparare realizzazioni più grandi.
Non solo a Dio nulla è impossibile, ma fa credito su di noi; vuole far vivere la speranza, ma non senza di noi; investe sulle nostre energie, affida all’uomo il suo futuro e gli dà la possibilità di anticiparlo sempre di più. Deve crescere in noi la consapevolezza di quanto è nelle nostre possibilità, ancor prima della fatica di un impegno con cui misurarci.
Chi spera, non si adagia mai. Ad ogni conquista, vede aprirsi orizzonti nuovi su cui affacciarsi e verso i quali camminare. Nelle delusioni non si sente sconfitto. Sa che le vicende della vita non possono distruggere il dono di immensa felicità che attende. Nei momenti di oscurità e di sofferenza, guarda con maggior lucidità i grandi traguardi della vita su cui ha puntato.
Occorre essere pazienti. Un dono non si può pretendere nel modo e al tempo da noi fissato. Esso viene quando e come vuole. Voler forzare i momenti, volerlo programmare, significa distruggerlo. Chi spera, è capace di attendere e di invocare il dono della vita. Si prepara seriamente e si dà da fare per poterlo accogliere.
• Percorrere il cammino di una speranza solida e serena, non è facile. Chi ce ne può mostrare
il tracciato, dandoci luce e forza per giungere alla mèta?

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