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CATECHISMO DEI GIOVANI
Io ho scelto voi

Catechismo dei Giovani

Io ho scelto voi
La ricerca appassionata di segni di speranza


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La distanza tra una proposta di vita dagli orizzonti sconfinati e la povertà del nostro presente è colmabile solo con un atteggiamento di grande speranza. Soltanto chi spera fortemente è capace di muovere i passi verso mète che ancora non si intravedono e di anticipare realtà che ancora non sono germogliate.
Ma se la speranza non ha fondamento, diventa parente stretta dell’illusione. Coltivare illusioni, seppur belle, è pericoloso. È un cammino che può condurre, presto o tardi, all’abisso della disperazione. È doveroso allora chiedersi: su cosa si fonda la nostra speranza di un futuro diverso e di una vita pienamente nuova?
Talvolta la speranza in un futuro nuovo e in una esistenza riuscita è sostenuta da un ingenuo ottimismo. Si spera, quasi ad occhi chiusi, che le circostanze della vita ci portino ad incontrare la persona giusta da amare, ci permettano di vivere in pace, ci facciano trovare la strada della realizzazione dei nostri desideri. È come se la speranza si reggesse sulla certezza che presto o tardi la fortuna ci toccherà da vicino.
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È un sentimento inconscio, dalle tinte certamente infantili, ma che non è raro. Su queste basi la speranza diventa precaria. Chi non si ostina ad essere cieco, vede quanto la vita sia ambivalente. Essa è portatrice sì di realtà soddisfacenti, ma spesso presenta ostacoli, situazioni dolorose e deludenti. È ingenuo affidare ad essa, fatalisticamente, la speranza della propria riuscita.
In altri casi, la speranza sembra poggiare tutte le sue possibilità sulle capacità dell’uomo: è lui l’unico protagonista del proprio futuro; sta nelle sue mani, nella sua ragione e nel suo cuore costruire le vie dell’amore, della pace e della giustizia; alla sua unica responsabilità è consegnato il progetto di una vita che soddisfi!
Certo, anche questo sogno è avvincente, ma anch’esso di limitato respiro e di scarso realismo. Questo tipo di speranza, infatti, esclude già in partenza quanti, al cammino della vita, si avviano sotto il peso di handicap, limiti e condizionamenti gravi. Ma, anche coloro che si ritengono capaci e forti, non possono non tener conto degli imprevisti, degli errori, delle sconfitte, del limite del nostro essere uomini. Sperare negli eventi della vita o nelle sole capacità dell’uomo per edificare un’esistenza piena e un mondo nuovo, significa scommettere una posta troppo grande su basi precarie e fragili. La vita e le forze umane si arresteranno inevitabilmente sulla soglia della morte. E questa soglia ha il potere di inghiottire e di annullare ogni sogno e ogni realizzazione parziale della vita.
Sembra assurdo: ciò che è più caro all’uomo, ciò che sembra più suo, cioè una vita piena ed un mondo felice, non è in suo potere. Egli è costretto a sperare che un mistero gli si sveli, che un dono gli venga offerto. Chi potrà confermare e rendere certa questa sua immensa speranza?
• Quali sono i segni di speranza che trovi attorno a te nella tua giornata?
• Di fronte a una grave sofferenza di un amico, sei capace di offrire ragioni che danno speranza?

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