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CATECHISMO DEI GIOVANI
Io ho scelto voi

Catechismo dei Giovani

Io ho scelto voi
Lo Spirito agisce ancora


La lunga esperienza della Chiesa conferma che essa vive e si edifica nella varietà e complementarietà di ministeri e di doni. È in essi che si attua e si fa concreta la grande e comune vocazione battesimale alla santità e al servizio del Regno.
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Lo Spirito non ha mai lasciato mancare alla sua Chiesa la presenza visibile di Cristo-capo, attraverso ministri ordinati per l’annuncio della Parola, la presidenza dell’Eucaristia e della comunione ecclesiale. Ha fatto fiorire continuamente un’abbondanza di doni, testimoniata da diverse forme di vita consacrata e dalla varietà dei carismi laicali. Ha mantenuto viva la dimensione missionaria della Chiesa, suscitando persone disponibili all’annuncio del Vangelo e al suo incontro con le varie culture. Ha illuminato sempre più chiaramente il valore sacramentale della vita matrimoniale dei credenti. A tutti i battezzati lo Spirito ha permesso di scoprire, nelle diverse condizioni di vita, anche quelle umanamente più sfavorevoli, una possibilità di maturazione cristiana e di vocazione al servizio del Regno.
Nella ricerca sulla nostra vocazione non possiamo trascurare di interrogarci su quelle strade che rendono presenti aspetti essenziali del mistero di Cristo e della Chiesa: la vocazione al matrimonio, alla vita religiosa, al ministero ordinato.
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VOCAZIONE ALL’APOSTOLATO
Il Concilio Vaticano II chiede ad ogni credente di operare attivamente per la venuta del regno di Dio. Questa è la vocazione fondamentale di ciascuno: «rendere partecipi tutti gli uomini della salvezza operata dalla redenzione e per mezzo di essa ordinare effettivamente il mondo intero a Cristo». Così si esprime il decreto conciliare sull’apostolato dei laici:
«La vocazione cristiana è per sua natura anche vocazione all’apostolato. Come nella compagine di un corpo vivente non vi è membro alcuno che si comporti in maniera del tutto passiva, ma insieme con la vita del corpo ne partecipa anche l’attività, così nel corpo di Cristo, che è la Chiesa, “tutto il corpo... secondo l’energia propria ad ogni singolo membro... contribuisce alla crescita del corpo stesso” ( Efesini 4,16 ). Anzi in questo corpo è tanta l’armonia e la compattezza delle membra, che un membro, il quale non operasse per la crescita del corpo secondo la propria energia, dovrebbe dirsi inutile per la Chiesa e per se stesso. C’è nella Chiesa diversità di ministero ma unità di missione. Gli apostoli ed i loro successori hanno avuto da Cristo l’ufficio di insegnare, reggere e santificare in suo nome e con la sua autorità. Ma anche i laici, essendo partecipi dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, all’interno della missione di tutto il popolo di Dio hanno il proprio compito nella Chiesa e nel mondo». (Apostolicam actuositatem, 2)

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