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CATECHISMO DEI GIOVANI
Io ho scelto voi

Catechismo dei Giovani

Io ho scelto voi
Scheda: Il dono di una vita nuova: il sacramento del Battesimo


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1. ESSERE CRISTIANI:
UN DATO O UNA SCELTA?
Nella generalità dei casi ci siamo trovati ad essere cristiani, senza averlo deciso. I nostri genitori hanno pensato che fosse un bene per noi inserirci nella famiglia della Chiesa. Una volta questo non faceva problema. Oggi su questo dato ci si interroga: perché restare cristiani? cristiani si è o si diventa?
Si tratta per ognuno di noi di scoprire personalmente il valore di un dono; si tratta di sperimentare che il fatto di essere cristiani e battezzati non è un peso, ma una condizione che ci rende più liberi.
2. BATTESIMO E PROGETTO
DI VITA BATTESIMALE
Se si vuole rendere vitale l’esperienza del Battesimo, bisogna riscoprirne le ragioni e il significato e ricercare possibilità e prospettive che lo rendano più incisivo nella nostra storia personale.
Chiamati
ad essere liberi
come figli di Dio
Nel Battesimo Dio ci ha chiamati: ci ha invitati ad “immergerci” nella morte e risurrezione di Gesù, a lasciare quanto di negativo è attorno a noi e dentro di noi, per entrare in relazione filiale con lui, nostro Padre. Vivere, alla luce del Battesimo, è ribadire e approfondire costantemente la risposta a questo invito. La nostra personale risposta è una vita “secondo il Battesimo”, che è vita nuova, partecipazione alla vita stessa di Dio, vittoria sempre rinnovata sul male e apertura alla libertà che si realizza nell’amore.
Ogni giorno il Padre ci chiama a scoprire certezze e sicurezze vere, a orientarci sempre più decisamente a lui. Chiamate quotidiane, quelle di Dio, che esigono risposte quotidiane e generose, per entrare sempre più profondamente nella comunione con lui e radicare nel suo mistero d’amore ogni scelta e comportamento.
Chiamati
a vivere in Cristo
Cristo ci appare come l’ideale perfetto della comunione con Dio e con i fratelli. Si è fidato del Padre, a lui si è affidato anche quando l’amore sembrava dovesse essere sconfitto dalla morte. Ha amato tanto gli uomini da donare loro la sua stessa vita; per loro si è sacrificato, convinto che solo così poteva realizzare la grande famiglia degli uomini: «Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me» (Giovanni 12,32). Cristo ci accoglie e conforma la nostra vita a lui; ci fa capaci di fidarci di Dio, di affidarci a lui, di condividere la nostra esistenza con tanti fratelli che, come noi e con noi, hanno scelto l’esaltante avventura di vivere per gli altri.
Chiamati
ad essere fratelli
L’esistenza prospettata dal Battesimo comporta una sempre più piena partecipazione alla vita della comunità cristiana, in cui il Battesimo ci ha inserito. Attorno a noi vi sono tanti compagni di viaggio lungo il cammino della fede. Non possiamo restare chiusi, ignari di ciò che si muove attorno. Dobbiamo imparare a rendere la nostra vita una casa aperta e ospitale.
Siamo nati con la potenzialità di diventare persone capaci di incontro, di confronto, di scambio e di dono. Il Battesimo ci spinge quotidianamente sulla strada del dono di noi stessi alla comunità e, con la comunità, ai fratelli tutti.
Chiamati
ad essere testimoni
Il Battesimo è un dono che il Signore ci fa anche per gli altri: non un privilegio che isola, dunque, ma una responsabilità che apre al mondo. Se il Signore ci ha fatto conoscere il tesoro – cioè che Dio è nostro Padre e ci ama e che noi siamo fratelli –, questo tesoro non possiamo tenerlo per noi. Il cristiano è per sua natura testimone, missionario dell’amore di Dio.
3. SCELGO DI ESSERE CRISTIANO
Nel rito del Battesimo degli adulti, ancora oggi, il catecumeno rinuncia al peccato, professa la sua adesione di fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo, manifestando così di accogliere l’invito di Dio che lo chiama a vivere una vita nuova. Poi il prete lo immerge nell’acqua ad indicare la partecipazione alla morte e alla risurrezione di Gesù, mentre le parole che pronuncia esprimono che colui che viene battezzato è inserito nell’opera del Padre che, per mezzo del Figlio, salva l’uomo con il dono dello Spirito di vita.
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Nel Battesimo dei bambini, fino al Concilio Vaticano II, i padrini e i genitori rinunciavano al peccato e professavano la fede al posto dei bambini, a nome loro. Oggi genitori e padrini rinunciano al peccato e professano la propria fede, la fede della Chiesa, nella quale il bambino è battezzato. Il Battesimo dei bambini è dunque un dono, che attende di essere accolto per crescere di giorno in giorno.
Nella nostra vita tale accoglienza ha richiesto sempre maggiore coscienza e impegno: da quando abbiamo cominciato a pregare a quando abbiamo celebrato la prima Eucaristia con la comunione e a quando abbiamo chiesto e ricevuto il sacramento della Confermazione siamo stati progressivamente provocati a rinunciare al peccato, a professare la nostra fede, a immergere la nostra esistenza nel mistero d’amore della Trinità, tramite la partecipazione alla morte e alla risurrezione di Gesù.
Ma non abbiamo mai scelto una volta per sempre: ogni volta che celebriamo l’Eucaristia, che accettiamo il corpo del Signore noi accogliamo nuovamente l’alleanza che ci fu offerta nel Battesimo, la confermiamo, la facciamo nostra ancora una volta. La confermiamo nel rito, per viverla nella vita.
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