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CATECHISMO DEI GIOVANI
Io ho scelto voi

Catechismo dei Giovani

Io ho scelto voi
Schiavi di se stessi

22. Libertà cristiana e legge evangelica Lo Spirito è libertà e nuova leggeCdA 892-90122. Libertà cristiana e legge evangelica Un ordine morale oggettivoLa creatività dell’amore

Questa pretesa di autonomia assoluta è davvero la verità ultima sulla nostra libertà, oppure è una dolorosa illusione che sta alla radice dei malesseri e delle frustrazioni della vita? «Quelli che vivono secondo la carne – ci dice Paolo – pensano alle cose della carne» (Romani 8,5). L’uomo che crede di bastare a se stesso diventa schiavo dei propri impulsi. La libertà che si pensa padrona di sé si rende presto schiava dell’egoismo sfrenato. La libertà appare degradata al livello degli istinti, in continua collisione con la libertà degli altri e quindi creatrice di fratture profonde, esposta ad essere dominata dalle realtà del mondo. È il peccato. Ne scaturisce «un uomo vecchio... che si corrompe dietro le passioni ingannatrici» (Efesini 4,22).
Che cosa rimane di una libertà inebriata della propria autonomia? Continua Paolo: «se vivete secondo la carne, voi morirete» (Romani 8,13). Non si tratta certo qui della morte fisica, ma di una morte ben più profonda ed angosciante. La libertà che fa perno su di sé, isolandosi da Dio, chiude anche alla gioiosa relazione con gli altri e con il mondo. Se ne prendiamo coscienza, si fa più forte in noi il senso del vuoto, dell’isolamento, della solitudine che assomiglia alla morte e ne anticipa l’angoscia già dentro la nostra vita. Gli altri ci possono stare attorno, possiamo avvertirne la presenza fisica e magari il chiasso assordante, ma al fondo sentiamo il dolore dell’incomunicabilità e dell’incapacità ad amare.
«Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione» (Galati 6,8). La morte ultima, con il terrore del nulla, del tutto-finito, del buio senza volti amici, sarà solo la conferma definitiva di quelle ombre di morte che una libertà arbitraria ha già prefigurato dentro la nostra vita. Il sogno di una libertà che si fa da sé ed è indipendente da tutto si rivela una grossa menzogna. Quando pretende di esserlo, diventa schiava del proprio egoismo e dei propri impulsi, si svende alle cose del mondo.
La libertà autonoma, poi, non è libertà per tutti. Rischia di essere solo la libertà del più forte, di colui che ha cultura, mezzi, salute: diventa la libertà del superuomo, che inevitabilmente crea divisioni e discriminazioni.
Alla fine la sapienza “terrena” che predica l’autonomia della libertà si manifesta come la più grave stoltezza umana.
Solo chi ha il coraggio, che all’apparenza sembra debolezza, di rinunciare ad una libertà chiusa su se stessa comincia a vivere da uomo libero. Paolo ci invita ad affidare la nostra libertà a Cristo, perché solo «Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi» (Galati 5,1).
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CHIAMATI A LIBERTÀ
Cristo ci ha chiamati alla libertà, tracciando per noi i sentieri dell’amore e del servizio verso l’uomo. In questo modo egli ha smascherato i falsi miti di libertà creati dall’egoismo umano, e ci ha aperto gli occhi per denunciare tutte le schiavitù di cui l’uomo soffre. Nello stesso tempo, egli ci ha posto accanto a tutti gli uomini che lottano per la loro liberazione, per condividerne e illuminarne gli sforzi sinceri.
«Il Cristo è la verità e la vita, che la predicazione evangelica a tutti svela, facendo a tutti ascoltare le parole di Cristo stesso: “Fate penitenza e credete al Vangelo” (Marco 1,15).
E poiché chi non crede è già condannato, le parole di Cristo sono insieme parole di condanna e di grazia, di morte e di vita. Soltanto facendo morire ciò che è vecchio possiamo giungere a una vita nuova. Ora nessuno di per se stesso e con le sue forze riesce a liberarsi dal peccato e ad elevarsi in alto, nessuno è in grado di affrancarsi dalla sua debolezza, dalla sua solitudine, o dalla sua schiavitù: tutti hanno bisogno di Cristo modello, maestro, liberatore, salvatore, vivificatore Ed effettivamente nella storia degli uomini, anche temporale, il Vangelo è stato sempre fermento di libertà e di progresso, e si dimostra ininterrottamente fermento di fraternità, di unità, di pace». (Ad gentes, 8)

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