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CATECHISMO DEI GIOVANI
Io ho scelto voi

Catechismo dei Giovani

Io ho scelto voi
I gesti della liberazione


Messaggero potente del regno di Dio, Gesù si china sulle miserie dell’uomo che con fiducia implora aiuto. I suoi lo ricorderanno come colui che è passato in mezzo agli uomini «beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui» (Atti 10,38).
Egli infatti restituisce alle sue piene facoltà la vita debilitata dalla malattia. Tocca e risana il lebbroso, emarginato dalla società del tempo a causa dell’impurità del suo male e lo riammette nella comunità degli uomini (Marco 1,40-45). Riporta alla vita chi è stato sopraffatto dalla morte (Luca 7,11-17), per annunciare che la vita umana sta per essere liberata da ogni male e che sta per nascere l’alba di un mondo nuovo (Luca 11,20). La speranza di una liberazione totale comincia a compiersi: questo è il senso delle molte opere potenti e dei miracoli. Gesù non li compie mai per facilitare la propria esistenza, ma per rendere più liberi gli altri.
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C’è un gesto di Gesù, ampiamente testimoniato dai Vangeli, che mostra, con ancor più chiarezza ed efficacia, l’impegno di Dio per liberare l’uomo dal regno demoniaco del male e della morte: è il gesto del perdono. Ai peccatori, ripiegati su se stessi, impossibilitati a sperare nella salvezza, è ridonata fiducia, è aperto un nuovo spazio di vita. Così Gesù perdona una peccatrice, da tutti riconosciuta e condannata come tale, con una parola semplice ma piena di autorità: «Ti sono perdonati i tuoi peccati» (Luca 7,48). Anche al paralitico, che attende la guarigione, offre la medesima parola liberatrice (Marco 2,1-12).
Il perdono di Dio, che Gesù dona in questi suoi gesti, è un evento che tende a rivoluzionare il corso della vita umana. Per l’uomo prigioniero del rimorso, della colpa, della chiusura si apre la possibilità della pace con se stesso e con gli altri.
Al rischio di rimanere legato al proprio passato di peccatore senza speranza di uscirne, succede il dono di poter guardare ad un inizio nuovo di vita, ad un futuro pieno di possibilità insperate. L’uomo è così liberato fin nel suo intimo.
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I DEMONI SI SOTTOMETTONO
Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi... Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite: Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappia te però che il regno di Dio è vicino. Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città...
Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato». I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse: «Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore». (Luca 10,1-38-1216-18)

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