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CATECHISMO DEI GIOVANI
Io ho scelto voi

Catechismo dei Giovani

Io ho scelto voi
Servire nel volontariato


Oggi, fin da giovani, è possibile esprimere la propria donazione agli altri nel volontariato: una scelta di vita per condividere le situazioni di emarginazione dei poveri e accompagnarli nel loro cammino di liberazione, attraverso un’azione continua e competente. Nel volontariato si esprime la carità evangelica come primato del dono e della gratuità, in contrasto con la mentalità oggi dominante del possedere e del consumare.
Dalla scelta di farsi educatori degli altri giovani, dei ragazzi e dei fanciulli nasce quello che possiamo chiamare “volontariato educativo”. Alla base ditale scelta sta la convinzione di dover dare in prima persona un contributo alla crescita delle nuove generazioni attraverso l’educazione. Per chi crede, poi, l’educazione è lo strumento con cui comunicare in profondità ai fratelli che crescono la forza viva del Vangelo.
Tutti conosciamo il “volontariato socio-assistenziale”, il servizio cioè dei poveri, dei malati e degli emarginati, mettendo a loro disposizione parte del nostro tempo e le nostre capacità. È una scelta importante, che educa a uno stile di vita in cui i più poveri “condizionano” tempo, abitudini, mentalità. Fare questa esperienza non da soli, ma in gruppo, aiuta ad approfondire le giuste modalità, a verificare e progettare.
In questo ambito si inserisce la proposta dell'“anno di volontariato sociale”, rivolta alle ragazze – ma anche ai giovani dispensati dal servizio militare – che vogliono offrire un anno o più della loro vita al servizio della società. E un servizio reso nella totale gratuità, nella condivisione di vita e in scelte concrete di liberazione e di promozione dell’uomo. È un’occasione unica per riflettere sulla propria vocazione, per meglio capire la volontà del Signore.
Ai giovani è offerta anche la possibilità di vivere il volontariato sociale in un “servizio civile” in sostituzione del servizio militare, operando in strutture pubbliche o di pubblica utilità a favore della collettività. Il servizio civile, che per il cristiano è necessariamente collegato a motivazioni di solidarietà e condivisione, per sua natura è destinato a maturare oltre il periodo di leva, verso scelte permanenti di vita come servizio alla società.
Va precisato che il servizio civile è realtà autonoma e legata a motivazioni diverse rispetto all’obiezione di coscienza al servizio militare. Quest’ultima si fonda sul riconoscimento del primato della coscienza, che giudica illecito ogni uso delle armi. E una scelta che nasce dalla convinzione profonda che ci sono altre strade per rimuovere le cause dei conflitti e che si deve ricercare la pacificazione attraverso il dialogo e una difesa non violenta dall’oppressore. La Chiesa è accanto evidentemente a tutti i giovani che ricercano la pace nella giustizia e nella libertà, anche a coloro quindi che scelgono di servire la nazione nell’esercito, per la salvaguardia della libertà dei popoli e del giusto ordinamento internazionale. E in questo orizzonte che la comunità cristiana attua il suo compito pedagogico per educare tutti i giovani – siano essi obiettori di coscienza o prestino servizio militare – a cultura di solidarietà, a stile di gratuità, a prassi di servizio.
Il “volontariato internazionale” nasce dalla scelta di dedicare parte della propria vita a quei popoli delle zone del sottosviluppo, in cui esplodono le contraddizioni del mondo, creando situazioni di ingiustizia e di povertà, nella convinzione che la pace è frutto della solidarietà. Nell’impegno per i più poveri della terra, il volontariato internazionale promuove anche l’incontro tra i popoli, favorendo lo scambio di ricchezze culturali.
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