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CATECHISMO DEI GIOVANI
Io ho scelto voi

Catechismo dei Giovani

Io ho scelto voi
Scheda: Una giornata di Gesù


Ci sono vari modi per accostarsi all’esistenza di una persona che vive un grande ideale: ascoltarne le parole più impegnate e insistenti, coglierne i gesti più significativi, ma anche analizzarne quel messaggio che è il suo comportamento abituale.
I Vangeli, si sa, non sono una cronaca giornalistica sulla vita di Gesù, ma, nel trasmettere la fede in lui come Figlio di Dio e Salvatore, ne riferiscono parole e gesti con fedele obiettività, e ci permettono di cogliere il centro di interesse che muove la sua esistenza, mettendo in luce lo svolgimento quotidiano della sua vita.
Ecco, ad esempio, come l’evangelista Marco riporta una giornata “tipo” di Gesù.
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Andarono a Cafàrnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi.
Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell’uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si Chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.
E, usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
(Marco 1,21-39)
1. Al mattino
nella sinagoga
()
Gesù insegna e il suo messaggio provoca stupore e sbalordimento, perché egli rivendica per sé un’autorità superiore a quella dei maestri della Bibbia (gli scribi). La sua parola è potente; si impone immediatamente sul maligno e restituisce un povero uomo alienato ad una vita pienamente umana. Gesù è il «santo di Dio», colui che partecipa alla potenza di Dio stesso e segna la fine del regno delle forze demoniache sul mondo.
1,21-28
2. In casa
di Simone
()
La suocera di Simone è a letto con la febbre. Gesù, superando il condizionamento della mentalità del tempo, che non giudicava opportuno accostarsi ad una donna in quelle condizioni, la solleva prendendola per mano e la guarisce. È il primo miracolo di guarigione riportato da Marco; il racconto culmina nell’annotazione: «ed essa si mise a servirli». Questa donna liberata dal male e pronta a servire indica emblematicamente chi è il discepolo: colui che viene liberato per mettere la sua vita a servizio di Cristo e dei fratelli.
1,29-31
3. Al tramonto
davanti a tutta la città
()
Al termine della giornata, il tramonto del sole segna ufficialmente la fine del riposo del sabato: si può riprendere l’attività e ci si può mettere in cammino, come negli altri giorni, per accompagnare i malati da Gesù. Egli li guarisce, ma impone il silenzio sulla sua identità di Messia, per evitare ogni equivoco che ne stravolga la verità profonda: solo chi ha il coraggio di fare il cammino con lui fino alla croce e di accogliere il suo ultimo respiro come il segno più grande dell’amore, potrà gridare la fede in lui come Figlio di Dio (Marco 15, 39)
1,32-34
4. Di notte
in preghiera
()
Dopo una giornata di guarigioni e di successo, Gesù sente che l’entusiasmo della gente potrebbe allontanarlo dalla missione affidatagli dal Padre. Si ritira nella solitudine: la preghiera gli fa riprendere la strada dell’annuncio della salvezza; la comunione con il Padre lo porta di nuovo a scegliere gli uomini, il loro servizio, non il proprio successo.
La misteriosa identità di Cristo comincia a trasparire. Egli è un fedele israelita che entra nella sinagoga per pregare, ma si apre alla città e ne risana i malati. E un maestro che non solo predica in nome di Dio, ma anche opera con segni miracolosi la salvezza che annuncia. Passa per città e villaggi spendendosi in un’attività infaticabile per guarire e beneficare, ma sa rientrare nel segreto più intimo della propria persona, per ritrovare nel colloquio con il Padre le risorse più vive della propria missione. Chi lo incontra non finirà di stupirsi del suo mistero.
1,35-39

Catechismo dei Giovani
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