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CATECHISMO DEI GIOVANI
Io ho scelto voi

Catechismo dei Giovani

Io ho scelto voi
Domande decisive


È più facile cercare il consenso, che vivere secondo le proprie convinzioni. A farne le spese molte volte è anzitutto la ricerca di Dio, l’esperienza di vita cristiana. Si esce da un mondo compatto, da una certa uniformità di comportamenti, da una cerchia di amici, con i quali si è vissuta la preparazione alla Cresima o altre tappe della vita di fede, e si entra in un mondo in cui spesso l’esperienza religiosa gode di scarsa considerazione e addirittura, in certi casi, viene ostacolata e tenuta in grande discredito.
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Le esitazioni e le crisi, che sempre accompagnano la crescita, possono portare ad un atteggiamento di sospetto di fronte alla precedente esperienza religiosa e forse anche ad un abbandono di convinzioni e di comportamenti prima indiscussi. Talora questo abbandono è frutto di un progressivo disimpegno odi un sentimento di distanza dalla comunità cristiana. Altre volte un atteggiamento ipercritico, con una forte carica emotiva, porta e rifiutare anche la possibilità di un ulteriore confronto con l’esperienza cristiana. In alcuni casi l’abbandono è sofferto, perché si avverte di aver perso un punto di ancoraggio e di riferimento per la soluzione dei propri interrogativi e problemi.
Ci può essere crisi dell’esperienza religiosa o si può anche pensare di abbandonarla. Non si possono però tacitare certe domande. Talvolta è una felicità incontenibile, un entusiasmo alle stelle, una esperienza esaltante, che porta con gioia a sentirsi il punto di arrivo di un dono mai meritato e, ancor meno, previsto, i destinatari di un amore che ci precede e ci accompagna m una maniera del tutto gratuita. Talvolta, invece, si sperimenta l’insuccesso o la malattia; ci sono condizioni che sembrano spegnere ogni voglia di vivere: handicap fisici o psichici che limitano l’orizzonte dei nostri progetti, la sofferenza di essere abbandonati da una famiglia divisa, la netta sensazione di non sentirsi di nessuno, la sofferenza per il male che sembra più forte del bene.
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Gli interrogativi si fanno più esigenti e profondi, insieme ai dubbi e alla ricerca di conferme. Che senso hanno la vita, la morte, l’amore, la sofferenza? Sono il frutto di un caso o sono stato pensato e amato da qualcuno? Vale la pena di credere? Il problema di Dio è proprio irrilevante e senza senso, come magari la battuta di un amico o l’argomentazione di un adulto vogliono insinuare?
Le domande crescono di fronte all’allargarsi delle esperienze e all’approfondirsi del senso critico. La fede può apparire come un vestito ormai stretto di fronte all’aprirsi di orizzonti e di esperienze nuove. Non sarà forse che il nostro mondo religioso è rimasto infantile e non ha saputo o potuto crescere al ritmo della nostra vita? Non può allora valere la pena di riprendere pazientemente il filo della ricerca di fede, confrontandolo coraggiosamente con la nostra nuova realtà? Chi smette di ricercare ha già perso una dimensione essenziale della vita umana. A chi ricerca con apertura possono spalancarsi orizzonti insperati e possibilità inattese.
• Quali sono le domande più impegnative che ti porti dentro e sulle quali desideri una risposta chiara e convincente?
•· Quali persone credi possano aiutare la tua sete di verità e di senso?
• Quali vie privilegiare per una ricerca seria, motivata, che arricchisca la mente e il cuore?

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