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CATECHISMO CHIESA CATTOLICA
LEV Libreria Editrice Vaticana

Catechismo Chiesa Cattolica

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VI. « Non ci indurre in tentazione »


VI. « Non ci indurre in tentazione »
  2846 Questa domanda va alla radice della precedente, perché i nostri peccati sono frutto del consenso alla tentazione. Noi chiediamo al Padre nostro di non « indurci » in essa. Tradurre con una sola parola il termine greco è difficile: significa « non permettere di entrare in »,
nota
(133) Cf .
« non lasciarci soccombere alla tentazione ». « Dio non può essere tentato dal male e non tenta nessuno al male » (); al contrario, vuole liberarcene. Noi gli chiediamo di non lasciarci prendere la strada che conduce al peccato. Siamo impegnati nella lotta « tra la carne e lo Spirito ». Questa domanda implora lo Spirito di discernimento e di fortezza.
CdA 1001-1013
CONFRONTAVAI
Mt 26,41Gc 1,13
  2847 Lo Spirito Santo ci porta a discernere tra la prova, necessaria alla crescita dell’uomo interiore
nota
(134) Cf .
in vista di una « virtù provata »,
nota
(135) Cf .
e la tentazione, che conduce al peccato e alla morte.
nota
(136) Cf .
Dobbiamo anche distinguere tra « essere tentati » e « consentire » alla tentazione. Infine, il discernimento smaschera la menzogna della tentazione: apparentemente il suo oggetto è « buono, gradito agli occhi e desiderabile » (), mentre, in realtà, il suo frutto è la morte.
« Dio non vuole costringere al bene: vuole persone libere [...]. La tentazione ha una sua utilità. Tutti, all’infuori di Dio, ignorano ciò che l’anima nostra ha ricevuto da Dio; lo ignoriamo perfino noi. Ma la tentazione lo svela, per insegnarci a conoscere noi stessi e, in tal modo, a scoprire ai nostri occhi la nostra miseria e per obbligarci a rendere grazie per i beni che la tentazione ci ha messo in grado di riconoscere ».
nota
(137) Origene, De oratione, 29, 15 e 17: GCS 3, 390-391 (PG 11, 541-544).
CdA 1001-1013
CONFRONTAVAI
Lc 8,13-15At 14,222Tm 3,12Rm 5,3-5Gc 1,14-15Gen 3,6
  2848 « Non entrare nella tentazione » implica una decisione del cuore: « Là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore. [...] Nessuno può servire a due padroni » (.). « Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito » (). In questo « consenso » allo Spirito Santo il Padre ci dà la forza. « Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla » ().
CdA 1001-1013
CONFRONTAVAI
Mt 6,2124Gal 5,251Cor 10,13
  2849 Il combattimento e la vittoria sono possibili solo nella preghiera. È per mezzo della sua preghiera che Gesù è vittorioso sul tentatore, fin dall’inizio
nota
(138) Cf .
e nell’ultimo combattimento della sua agonia.
nota
(139) Cf .
Ed è al suo combattimento e alla sua agonia che Cristo ci unisce in questa domanda al Padre nostro. La vigilanza del cuore, in unione alla sua, è richiamata insistentemente.
nota
(140) Cf .
La vigilanza è « custodia del cuore » e Gesù chiede al Padre di custodirci nel suo nome.
nota
(141) Cf .
Lo Spirito Santo opera per suscitare in noi, senza posa, questa vigilanza.
nota
(142) Cf .
Questa domanda acquista tutto il suo significato drammatico in rapporto alla tentazione finale del nostro combattimento quaggiù; implora la perseveranza finale. « Ecco, io vengo come un ladro. Beato chi è vigilante » ().
CdA 1001-1013
CONFRONTAVAI
Mt 4,1-11Mt 26,36-44Mc 13,92333-3714,38Lc 12,35-40Gv 17,111Cor 16,13Col 4,21Ts 5,61Pt 5,8Ap 16,15

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