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CATECHISMO CHIESA CATTOLICA
LEV Libreria Editrice Vaticana

Catechismo Chiesa Cattolica

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III. Lo Spirito Santo, interprete della Scrittura


III. Lo Spirito Santo, interprete della Scrittura
  109 Nella Sacra Scrittura, Dio parla all’uomo alla maniera umana. Per una retta interpretazione della Scrittura, bisogna dunque ricercare con attenzione che cosa gli agiografi hanno veramente voluto affermare e che cosa è piaciuto a Dio manifestare con le loro parole.
nota
(128) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 12: AAS 58 (1966) 823.
  110 Per comprendere l’intenzione degli autori sacri, si deve tener conto delle condizioni del loro tempo e della loro cultura, dei « generi letterari » allora in uso, dei modi di intendere, di esprimersi, di raccontare, consueti nella loro epoca. « La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa nei testi secondo se sono storici o profetici, o poetici, o altri generi di espressione ».
nota
(129) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 12: AAS 58 (1966) 823.
  111 Però, essendo la Sacra Scrittura ispirata, c’è un altro principio di retta interpretazione, non meno importante del precedente, senza il quale la Scrittura resterebbe « lettera morta »: « La Sacra Scrittura [deve] essere letta e interpretata con l’aiuto dello stesso Spirito mediante il quale è stata scritta ».
nota
(130) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 12: AAS 58 (1966) 824.
Il Concilio Vaticano II indica tre criteri per una interpretazione della Scrittura conforme allo Spirito che l’ha ispirata:
nota
(131) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 12: AAS 58 (1966) 824.
CdA 63-73
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  112 1. Prestare grande attenzione « al contenuto e all’unità di tutta la Scrittura ».Infatti, per quanto siano differenti i libri che la compongono, la Scrittura è una in forza dell’unità del disegno di Dio, del quale Cristo Gesù è il centro e il cuore aperto dopo la sua pasqua.
nota
(132) Cf .
« Il cuore
nota
(133) Cf .
di Cristo designa la Sacra Scrittura, che appunto rivela il cuore di Cristo. Questo cuore era chiuso prima della passione, perché la Scrittura era oscura. Ma la Scrittura è stata aperta dopo la passione, affinché coloro che ormai ne hanno l’intelligenza considerino e comprendano come le profezie debbano essere interpretate ».
nota
(134) San Tommaso d’Aquino, Expositio in Psalmos, 21, 11: Opera omnia , v. 18 (Parigi 1876) p. 350.
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Lc 24,25-2744-46Sal 22,15
  113 2. Leggere la Scrittura nella « Tradizione vivente di tutta la Chiesa ».Secondo un detto dei Padri, « Sacra Scriptura principalius est in corde Ecclesiae quam in materialibus instrumentis scripta
nota
(135) Cf Sant’Ilario di Poitiers, Liber ad Constantium Imperatorem, 9: CSEL 65, 204 (PL 10, 570); San Girolamo, Commentarius in epistulam ad Galatas, 1, 1, 11-12: PL 26, 347.
– la Sacra Scrittura è scritta nel cuore della Chiesa prima che su strumenti materiali ». Infatti, la Chiesa porta nella sua Tradizione la memoria viva della Parola di Dio ed è lo Spirito Santo che le dona l’interpretazione di essa secondo il senso spirituale (« ...secundum spiritalem sensum, quem Spiritus donat Ecclesiae – ...secondo il senso spirituale che lo Spirito dona alla Chiesa »).
nota
(136) Origene, Homiliae in Leviticum, 5, 5: SC 286, 228 (PG 12, 454).
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  114 3. Essere attenti all’analogia della fede.
nota
(137) Cf .
Per « analogia della fede » intendiamo la coesione delle verità della fede tra loro e nella totalità del progetto della Rivelazione.
I sensi della Scrittura
  115 Secondo un’antica tradizione, si possono distinguere duesensi della Scrittura: il senso letterale e quello spirituale, suddiviso quest’ultimo in senso allegorico, morale e anagogico. La piena concordanza dei quattro sensi assicura alla lettura viva della Scrittura nella Chiesa tutta la sua ricchezza.
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Rm 12,6CdA 63-73
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  116 Il senso letterale. È quello significato dalle parole della Scrittura e trovato attraverso l’esegesi che segue le regole della retta interpretazione. « Omnes [Sacrae Sripturae] sensus fundentur super unum, scilicet litteralem – Tutti i sensi della Sacra Scrittura si basano su quello letterale ».
nota
(138) San Tommaso d’Aquino, Summa theologiae , I, q. 1, a. 10, ad 1: Ed. Leon. 4, 25.
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  117 Il senso spirituale. Data l’unità del disegno di Dio, non soltanto il testo della Scrittura, ma anche le realtà e gli avvenimenti di cui parla possono essere dei segni.
1. Il senso allegorico. Possiamo giungere ad una comprensione più profonda degli avvenimenti se riconosciamo il loro significato in Cristo; così, la traversata del Mar Rosso è un segno della vittoria di Cristo, e quindi del Battesimo.
nota
(139) Cf .
2. Il senso morale. Gli avvenimenti narrati nella Scrittura possono condurci ad agire rettamente. Sono stati scritti « per ammonimento nostro » ( ).
nota
(140) Cf , .
3. Il senso anagogico. Possiamo vedere certe realtà e certi avvenimenti nel loro significato eterno, che ci conduce (in greco: άvαγωγή) verso la nostra Patria. Così la Chiesa sulla terra è segno della Gerusalemme celeste.
nota
(141) Cf ,.
  118 Un distico medievale riassume bene il significato dei quattro sensi:
« La lettera insegna i fatti, l’allegoria che cosa credere,
il senso morale che cosa fare, e l’anagogia dove tendere ».
nota
(142) Agostino di Dacia, Rotulus pugillaris , I: ed. A. Walz : Angelicum 6 (1929) 256.
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1Cor 10,21Cor 10,11Eb 3,1-411Ap 21,122,5CdA 63-73
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  119 « È compito degli esegeti contribuire, secondo queste regole, alla più profonda intelligenza ed esposizione del senso della Sacra Scrittura, affinché, con studi in qualche modo preparatori, maturi il giudizio della Chiesa. Tutto questo, infatti, che concerne il modo di interpretare la Scrittura, è sottoposto in ultima istanza al giudizio della Chiesa, la quale adempie il divino mandato e ministero di conservare ed interpretare la Parola di Dio ».
nota
(143) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 12: AAS 58 (1966) 824.
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« Ego vero Evangelio non crederem, nisi me catholicae Ecclesiae commoveret auctoritas – Non crederei al Vangelo se non mi ci inducesse l’autorità della Chiesa cattolica ».
nota
(144) Sant’Agostino, Contra epistulam Manichaei quam vocant fundamenti, 5, 6: CSEL 25, 197 (PL 42, 176).

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