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CATECHISMO CHIESA CATTOLICA
LEV Libreria Editrice Vaticana

Catechismo Chiesa Cattolica

LEV Libreria Editrice Vaticana
I. La Chiesa – popolo di Dio


Paragrafo 2
LA CHIESA – POPOLO DI DIO,
CORPO DI CRISTO, TEMPIO DELLO SPIRITO SANTO
I. La Chiesa – popolo di Dio
  781 « In ogni tempo e in ogni nazione è accetto a Dio chiunque lo teme e opera la sua giustizia. Tuttavia piacque a Dio di santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse nella verità e santamente lo servisse. Si scelse quindi per sé il popolo israelita, stabilì con lui un’alleanza e lo formò progressivamente [...]. Tutto questo però avvenne in preparazione e in figura di quella nuova e perfetta Alleanza che doveva concludersi in Cristo [...] cioè la Nuova Alleanza nel suo sangue, chiamando gente dai Giudei e dalle nazioni, perché si fondesse in unità non secondo la carne, ma nello Spirito ».
nota
(206) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 9: AAS 57 (1965) 12-13.
Le caratteristiche del popolo di Dio
CdA 432-438
CONFRONTAVAI
  782 Il popolo di Dio presenta caratteristiche che lo distinguono nettamente da tutti i raggruppamenti religiosi, etnici, politici o culturali della storia:
- È il popolo di Dio: Dio non appartiene in proprio ad alcun popolo. Ma egli si è acquistato un popolo da coloro che un tempo erano non-popolo: « la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa » ().
1Pt 2,9
- Si diviene membri di questo popolo non per la nascita fisica, ma per la « nascita dall’alto », « dall’acqua e dallo Spirito » (), cioè mediante la fede in Cristo e il Battesimo.
Gv 3,3-5
- Questo popolo ha per Capo Gesù Cristo (Unto, Messia): poiché la medesima unzione, lo Spirito Santo, scorre dal Capo al corpo, esso è « il popolo messianico ».
- « Questo popolo ha per condizione la dignità e la libertà dei figli di Dio, nel cuore dei quali dimora lo Spirito Santo come nel suo tempio ».
nota
(207) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 9: AAS 57 (1965) 13.
- « Ha per legge il nuovo precetto di amare come lo stesso Cristo ci ha amati ».
nota
(208) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 9: AAS 57 (1965) 13; cf .
È la legge « nuova » dello Spirito Santo.
nota
(209) Cf .
Gv 13,34Rm 8,2Gal 5,25
- Ha per missione di essere il sale della terra e la luce del mondo.
nota
(210) Cf .
« Costituisce per tutta l’umanità un germe validissimo di unità, di speranza e di salvezza ».
nota
(211) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 9: AAS 57 (1965) 13.
Mt 5,13-16
- « E, da ultimo, ha per fine il regno di Dio, incominciato in terra dallo stesso Dio, e che deve essere ulteriormente dilatato, finché alla fine dei secoli sia da lui portato a compimento ».
nota
(212) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 9: AAS 57 (1965) 13.
Un popolo sacerdotale, profetico e regale
  783 Gesù Cristo è colui che il Padre ha unto con lo Spirito Santo e ha costituito « Sacerdote, Profeta e Re ». L’intero popolo di Dio partecipa a queste tre funzioni di Cristo e porta le responsabilità di missione e di servizio che ne derivano.
nota
(213) Cf Giovanni Paolo II, Lett. enc. Redemptor hominis, 18-21: AAS 71 (1979) 301-320.
  784 Entrando nel popolo di Dio mediante la fede e il Battesimo, si è resi partecipi della vocazione unica di questo popolo, la vocazione sacerdotale: « Cristo Signore, Pontefice assunto di mezzo agli uomini, fece del nuovo popolo "un regno e dei sacerdoti per Dio, suo Padre". Infatti, per la rigenerazione e l’unzione dello Spirito Santo i battezzati vengono consacrati a formare una dimora spirituale e un sacerdozio santo ».
nota
(214) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 10: AAS 57 (1965) 14.
  785 « Il popolo santo di Dio partecipa pure alla funzione profetica di Cristo ». Ciò soprattutto per il senso soprannaturale della fede che è di tutto il popolo, laici e gerarchia, quando « aderisce indefettibilmente alla fede una volta per tutte trasmessa ai santi »
nota
(215) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 12: AAS 57 (1965) 16.
e ne approfondisce la comprensione e diventa testimone di Cristo in mezzo a questo mondo.
  786 Il popolo di Dio partecipa infine alla funzione regale di Cristo. Cristo esercita la sua regalità attirando a sé tutti gli uomini mediante la sua morte e la sua risurrezione.
nota
(216) Cf .
Cristo, Re e Signore dell’universo, si è fatto il servo di tutti, non essendo « venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti » (). Per il cristiano « regnare » è « servire » Cristo,
nota
(217) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 36: AAS 57 (1965) 41.
soprattutto « nei poveri e nei sofferenti », nei quali la Chiesa riconosce « l’immagine del suo Fondatore, povero e sofferente ».
nota
(218) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8: AAS 57 (1965) 12.
Il popolo di Dio realizza la sua « dignità regale » vivendo conformemente a questa vocazione di servire con Cristo.
« Tutti quelli che sono rinati in Cristo conseguono dignità regale per il segno della croce. Con l’unzione dello Spirito Santo sono consacrati sacerdoti. Non c’è quindi solo quel servizio specifico proprio del nostro ministero, perché tutti i cristiani, rivestiti di un carisma spirituale e usando della loro ragione, si riconoscono membra di questa stirpe regale e partecipi della funzione sacerdotale. Non è forse funzione regale il fatto che un’anima governi il suo corpo in sottomissione a Dio? Non è forse funzione sacerdotale consacrare al Signore una coscienza pura e offrirgli sull’altare del proprio cuore i sacrifici immacolati del nostro culto? ».
nota
(219) San Leone Magno, Sermo 4, 1: CCL 138, 16-17 (PL 54, 149).
Gv 12,32Mt 20,28

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