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CONFRONTA I TESTI DEI CATECHISMI

CATECHISMO CHIESA CATTOLICA

  1351 Fin dai primi tempi, i cristiani, insieme con il pane e con il vino per l’Eucaristia, presentano i loro doni perché siano condivisi con coloro che si trovano in necessità. Questa consuetudine della colletta,
nota
(180) Cf .
sempre attuale, trae ispirazione dall’esempio di Cristo che si è fatto povero per arricchire noi:
nota
(181) Cf .
« I facoltosi e quelli che lo desiderano, danno liberamente ciascuno quello che vuole, e ciò che si raccoglie viene depositato presso il preposto. Questi soccorre gli orfani, le vedove, e chi è indigente per malattia o per qualche altra causa; e i carcerati e gli stranieri che si trovano presso di noi: insomma, si prende cura di chiunque sia nel bisogno ».
nota
(182) San Giustino, Apologia , 1, 67: CA 1, 186-188 (PG 6, 429).
  1352 L’anafora. Con la preghiera eucaristica, preghiera di rendimento di grazie e di consacrazione, arriviamo al cuore e al culmine della celebrazione:
CdA 684-699
CONFRONTAVAI
CdA 1128-1130
CONFRONTAVAI
1Cor 16,12Cor 8,9CdA 684-699
CONFRONTAVAI
CATECHISMO DEGLI ADULTI
1128 - 1130

La condivisione nella Chiesa delle origini
[1128] La condivisione dei beni materiali è importante anche per la vita e la missione della Chiesa.
Già durante la vita pubblica di Gesù, la comunità dei discepoli al suo seguito tiene una cassa comune, per il necessario sostentamento e per la beneficenza verso i poveri
nota
Cf. Gv 13,29.
. Nell’età apostolica le assemblee, che si riuniscono a celebrare l’eucaristia, sono consapevoli che la “cena del Signore” implica la condivisione anche dei beni materiali. Fin d’allora, nella celebrazione liturgica domenicale, si fanno collette, in cui ciascuno mette a disposizione i propri risparmi, con libertà e generosità. Ciò che si raccoglie viene amministrato sotto la direzione dei responsabili della comunità, prima gli apostoli
nota
Cf. At 4,375,2.
e poi i vescovi
nota
Cf. San Giustino,Prima apologia, 67, 6.
. Deve servire all’assistenza dei poveri, al sostentamento dei ministri, all’attività di evangelizzazione. Sebbene il servizio per il regno di Dio di per sé sia gratuito e non possa essere retribuito
nota
Cf. Mt 10,8-10.
, tuttavia anche gli operai del vangelo devono avere il necessario per vivere: «il Signore ha disposto che quelli che annunziano il vangelo vivano del vangelo» (1Cor 9,14).
Il sostegno economico oggi
[1129]  Oggi, in situazioni tanto diverse rispetto a quelle delle origini, il sostegno economico alla Chiesa si regge ancora sugli stessi motivi e 29-541.pngcriteri fondamentali. Il servizio dei poveri, le attività pastorali, l’azione missionaria, le opere di educazione e di assistenza, la costruzione e manutenzione dei luoghi di culto, il sostentamento del clero hanno esigenze molto più complesse, ma in definitiva si basano ancora sul contributo volontario dei fedeli. La necessaria cooperazione dello stato si configura come supporto all’effettivo esercizio della libertà religiosa e come riconoscimento della positiva funzione della Chiesa in ambito sociale. In una moderna società pluralistica ci deve essere spazio per la Chiesa e per le sue opere, espressione originale e creativa dell’amore cristiano
nota
Cf. Concilio Vaticano II, Apostolicam actuositatem, 8.
.
[1130] «Se avete comuni i beni eterni, quanto più i beni temporali!»
nota
Didachè , 4, 8.
.